lunedì 14 giugno 2021

Oltre i nostri confini - Parte 6 - “Iraq, l’inferno di Falluja”

Quante emozioni può contenere una poesia? Tante quante sono le sensazioni che un poeta sceglie di donare al suo lettore. La poesia ha tanto da insegnare. Per me è stata l’amica immaginaria di una solitaria adolescenza. L’amica di banco che ti accoglie con un foglio bianco in cerca di una nuova parola, una nuova storia, un desiderio nascosto … un racconto di vita. La poesia è cresciuta con me salendo i gradini che mi hanno permesso di crescere. Basta chiudere gli occhi. Ascoltare e lasciare che la mente possa viaggiare lontano. Non ricordo di preciso quando. Ricordo solo che quel giorno i miei occhi hanno scoperto l’orrore della guerra.

Iraq, Falluja è una città situata a circa 69 km ad ovest di Baghdad. Un documentario in rete non lascia spazio all’immaginazione e racconta una città martoriata dalla guerra. Nel 2005 Sigfrido Ranucci e Maurizio Torrealta realizzano “Fallujah. La strage nascosta”. Nel 2006 il documentario riceve il Premio Ilaria Alpi con la seguente motivazione: «Sigfrido Ranucci svela in esclusiva l'utilizzazione del fosforo nei bombardamenti americani su Falluja. L'inchiesta di Rai News 24 ha fatto il giro del mondo denunciando un drammatico retroscena della guerra in Iraq». Una poesia può varcare le porte dell’inferno? Raccontarne la crudeltà, sentire l’orrore sulla pelle e guardare il nemico negli occhi prima di arrendersi davanti alla morte? Una poesia ti può cambiare la vita. Perché se impari ad ascoltare il dolore del mondo capisci cosa puoi fare per non restare a guardare. Nel 2003 Falluja è stata coinvolta nella seconda guerra del golfo. Nell'Iraq era conosciuta come la “città delle moschee”. Ne aveva oltre 200 tra la città e i villaggi circostanti. Dopo la guerra circa il 60% degli edifici è stata danneggiata, di cui il 20% totalmente distrutti, incluse 60 delle moschee della città. Vittima dell’uso di armi chimiche, di ordigni incendiari, di armi basate sul fosforo bianco e altre sostanze simili al napalm, come la bomba incendiaria Mark 77. L'inchiesta di Ranucci e Torrealta rivela la violenza nei confronti della popolazione, durante l’offensiva del 2004, da parte delle forze militari statunitensi. Non basta osservare la guerra. È importante capirne tutte le sfumature.

E tra le lacrime è nata “Falluja” …

Le mura cadono, tra me e l’asfalto fatto di paura,

un uomo urla, tra i fucili che gli attraversano il petto,

la disperazione cresce, tra la rabbia e l’innocenza

Nelle braccia gli occhi spenti di mio figlio,

le sue piccole mani che cercano il mio viso,

le ferite che straziano l’amore di una madre,

… lo perdo, avvolto nel calore del mio petto

mentre il cuore si ferma, nell’ultimo respiro che lo lega a me.

Il silenzio è inferno con le luci del tramonto,

il respiro è dolore nel vedere ancora.

Urlo … alzando le mani al cielo, verso un Dio che non vedrò,

sopravvivo …  a l’odio nelle briciole di vita che mi restano,

la forza cede … tra gli aerei in volo sul nulla

nella città che ha smesso di vessare.

Resto sola, nella notte illuminata dalle bombe,

resto viva, tra il sangue di chi mi ha amato,

resto calma, perché la morte mi raggiunga in fretta.

Gli occhi sono spenti mentre ascolto i passi ...

si avvicinano, mi circondano, mi afferrano ...

... è l'illusione prima del dolore,

... prima di capire,

... prima di morire.

Falluja è il simbolo di un'altra guerra fatta di disperazione, di rabbia e di innocenza. Raccontarne la tragedia, immaginare gli stessi aerei in volo su una città che ha smesso di respirare, ti cambia. Un fiume di emozioni capace di travolgere e lasciare un nodo alla gola, al cuore. Questa è la sottile linea di confine che ho superato nel 2011. Dai concorsi letterari alle petizioni per chiedere la tutela dei diritti umani nel mondo. Perché la pace e la libertà non possono restare intrappolati in un edificio fatiscente, ma hanno bisogno di tanto sostegno e solidarietà. Prima di lasciarvi continua il nostro percorso alla scoperta degli articoli della dichiarazione universale dei diritti umani. Articolo 6 «Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.».

Mariacarmela Ribecco (Human Rights Activist)

Libertà violate

Varcare, superare le porte di un carcere per ritornare alla propria vita. L’innocenza di un essere umano può nascondersi tra leggi e sentenz...