Storie raccontate da un’attivista per i diritti delle donne
Molte volte si racconta una storia per ricordare un messaggio importante. Per la capacità, di un libro, di travolgerti come un’onda. La stessa onda in grado di guarire il cuore da mille ferite. Sfogliare un libro è anche questo. Ti concede di viaggiare per il mondo. Ti ricorda cosa nascondono i confini. Questa volta ho scelto di presentarvi un libro e la sua autrice. Emanuela Zuccalà è una scrittrice, una regista di documentari, giornalista e attivista per i diritti delle donne. Il 6 dicembre 2012, insieme alla collega Alessia Cerantola, hanno ricevuto il Press Freedom Award per la libertà di stampa di carattere europeo. Premio ricevuto dalla sezione austriaca di Reporters Without Borders. Autrice di numerosi libri come “Donne che vorresti conoscere” (edito da Infinito Edizioni, 2014), “Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre, testimone della Shoah” (edito da Paoline Editoriale Libri, 2020) e il documentario “Solo per Farti Sapere che sono Viva” (Regia di Simona Ghizzoni e Emanuela Zuccalà) proiettato in dodici Paesi del mondo e premiato in Francia e negli Usa. “Le guerre delle donne” (edito da Infinito Edizioni, 2021) è un libro che non potete non aggiungere alla vostra libreria di casa.
Cara Emanuela, il tuo nuovo libro raccoglie tante storie di vita che lasciano un segno nel cuore. A te cosa hanno insegnato?
Che è possibile trovare
la forza per resistere a tutto, anche alle situazioni più orribili, e
ricominciare. Che la rivoluzione autentica per i diritti delle donne - che è
lenta, talvolta snervante tra i suoi ostacoli - s’innesca quando si realizza la
vera sorellanza: gruppi di donne che si uniscono per fare la differenza nelle
loro comunità e società, sostenendo le più fragili, valorizzando le più
battagliere. E volendosi bene.
Il
viaggio, il luogo che ricordi con più affetto.
Difficile eleggerne uno,
sono così tanti… Il collettivo femminile in difesa dei migranti in Messico, Las
Patronas, che nei nostri giorni di lavoro insieme continuava a rimpinzarmi di
cibo buonissimo. Il tè nel deserto del Sahara Occidentale, al tramonto, con
Elghalia Djimi, attivista per l’indipendenza del popolo saharawi. Il pain au
chocolat offertomi in una difficile mattinata ad Algeri da Meriem Bélaala,
psicologa e femminista con la quale mi sono subito sentita a casa. Il lungo
viaggio in auto attraverso lo Stato del Cearà, in Brasile, con i racconti delle
lotte contadine di Erbenia de Sousa, meravigliosa suora in jeans e zaino in
spalla. L’istante in cui Lucy - una femminista della Liberia che è stata rapita
e mutilata nei genitali quand’era ragazza - ha dismesso il suo piglio duro per
dirmi, con voce rotta: “Emanuela, vorrei raccontarti la mia storia”.
Cos’è
la libertà per Emanuela?
Non
avere paura di nulla.
Varcare la soglia di un confine invisibile. Ascoltare e conoscere storie di vita che meritano tutta la nostra attenzione. Perché un libro può contenere più di quello che possiamo immaginare. La scrittrice belga Amélie Nothomb ci ricorda che «Un lettore vero è chi si immerge talmente nella lettura di un testo da uscirne cambiato, che si pone nei confronti del libro in uno stato di disponibilità profonda.». Le guerre delle donne (Infinito edizioni) si trova in libreria e nei bookstores online, ma è anche possibile riceverlo direttamente dall’autrice, con una dedica, scrivendo a Emanuela Zuccalà un messaggio privato su Facebook (https://m.facebook.com/emanuela.zuccala) o Instagram (https://www.instagram.com/ezuccala/).
Mariacarmela Ribecco (Human Rights Activist)

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