Attonita e disarmata. La sofferenza che arriva dal confine tra Bielorussia e Polonia non è così lontana come può sembrare. Perché non racconta di una guerra lontana ma di una crisi umanitaria talmente vicina da poterla sentire. Sono famiglie che scelgono di lasciare una nazione in guerra per trovare rifugio in un nuovo paese che potrebbe concede un barlume di speranza e libertà.
Perché l’Europa è questo, un traguardo che diventa un’isola irraggiungibile. Un lungo viaggio che inizia dal Medioriente e che poi fa tappa in Bielorussia. Sono centinaia le persone spinte al confine con la Polonia. Perché una famiglia è un numero che va ad aggiungersi ad altre e che possono diventare il fardello di una Europa che non ha ancora imparato a dare sostegno e accoglienza.
Chi segue la vicenda
sul campo è un faro acceso che ci permette di ricevere informazioni preziose. Cosimo
Caridi, Giornalista e videomaker, scrive dal suo profilo social di Facebook …
16
Novembre 2021
É difficile avere
numeri affidabili su quante persone ci sono al confine. Secondo l’analista e
dissidente bielorusso Franac Viačorka sono 3500 i profughi che hanno passato la
notte nell’area. Viačorka valuta tra gli 8 e 22mila i migranti arrivati dal
medioriente e ancora presenti sul territorio nazionale. Tra questi c’é Taman.
Iracheno, nove anni e due protesi al posto delle gambe.
Nello
stesso giorno …
Scontri alla
frontiera. La polizia polacca sta usando idranti e lacrimogeni. La tv di stato bielorussa
sta trasmettendo tutto live. Al ‘campo’ ci sono pochissimi giornalisti: la
troupe della BBC sta facendo un lavoro incredibile. La Polonia invece tiene i
cronisti a tre chilometri dal confine. Dopo gli scontri di oggi la #Bielorussia
ha aperto il centro logistico alla frontiera per ospitare i migranti. #Minsk ha
mandato degli ispettori a investigare sui 'crimini di guerra' commessi dalla
#Polonia contro i profughi.
Il
18 novembre Cosimo
Caridi pubblica un nuovo post su quello che sta accadendo …
É morto di freddo
nei boschi. Aveva un anno, era siriano. I genitori sono stati trovati da un
gruppo di medici volontari, anche loro sono in gravi condizioni. La polizia
polacca ha detenuto oltre 100 profughi nelle ultime 24 ore. Dovrebbero esserci
altre 3/400 persone nascoste dopo che hanno attraversato il confine la notte
scorsa.
Il
freddo diventa pungente in un luogo di confine dove le temperature si abbassano
sotto lo zero, una coperta non basta e il calore di una mamma non riesce a
scaldare il piccolo corpo di un figlio. È così che può morire, tra le braccia di
sua madre, una giovane vita in attesa di un futuro degno di essere vissuto. Decido
di spostarmi su un altro profilo Facebook. È quello di Nawal Soufi, attivista
per i diritti umani e collaboratrice volontaria durante la fase di soccorso dei
migranti, che continua instancabilmente ad aiutare famiglie e a consegnare
generi alimentari nei boschi al confine tra Bielorussia e Polonia.
16
novembre 2021
Questo è il valico
di frontiera, dove sono ammassate circa 4000 persone. Le forze dell’ordine
polacche stanno lanciando in questo momento dei gas lacrimogeni molto forti
contro le famiglie, persino contro i bambini. La situazione sta diventando
sempre più tesa e le violenze nei confronti dei migranti oramai sono all’ordine
del giorno e sempre più devastanti.
Il
17 novembre 2021 il racconto di una storia …
Questa è la storia
di amore di una mamma per i suoi due figli, una mamma che lascia la Siria per
arrivare in Bielorussia e riabbracciare i suoi figli, che sono in Germania,
dopo 11 anni di separazione. Quando arriva nella foresta tra Bielorussia e
Polonia ha inizio il calvario. Viene respinta numerose volte, soffre il freddo
la fame e la sete. I ragazzi sono in Germania e continuano a vedere e leggere
notizie della morte delle persone in frontiera polacca / bielorussa e sono
ossessionati dal terrore di sentire la notizia della morte della loro amata
madre. Continuano a mandarmi fotografie di lei nella foresta e poi decidono di
venire loro stessi in Polonia dove riescono a riabbracciare la mamma… dopo 11
anni. E decidono di fare il più grande gesto di amore che si possa fare. Fanno
salire la loro adorata madre in macchina e continuano il viaggio verso la
Germania ma vengono fermati al confine tra Polonia e Germania e accusati di essere
trafficanti di merce umana. La madre viene separata dai figli e in questo
momento non sappiamo dove si trovi. È stata presa dalle autorità tedesche e
ancora non si sa se resterà in Germania o se verrà respinta e riportata in
Polonia (poiché qui aveva rilasciato le impronte)
Per
chi desidera sostenere Nawal Soufi
Iban:
IT58Y0760101600001037851985
BIC/Swift
: BPPIITRRXXX
Paypal:
nawalnoborder2@libero.it
Mentre acquistiamo i primi regali di Natale, tra gli spot televisivi che mostrano come sostenere un bimbo a distanza, le parole solidarietà e sostegno che sventolano tra le varie iniziative che ci circondano sul territorio, io vorrei concedermi di ricevere un regalo diverso dagli altri: sapere che le tante famiglie bloccate al confine tra Bielorussia e Polonia hanno trovato finalmente un rifugio sicuro dove il calore umano possa aiutarli. Perché la solidarietà non è uno spot da condividere in una manciata di secondi su un social. Perché ogni essere umano merita rispetto, anche quando non ne sentiamo il dolore. Ogni strada, ogni azione, ogni gesto, che sia il più piccolo è pur sempre un grande miracolo … non solo a Natale!
Mariacarmela Ribecco (Human Rights Activist)