martedì 30 novembre 2021

Racconti dal confine tra Bielorussia e Polonia …

Attonita e disarmata. La sofferenza che arriva dal confine tra Bielorussia e Polonia non è così lontana come può sembrare. Perché non racconta di una guerra lontana ma di una crisi umanitaria talmente vicina da poterla sentire. Sono famiglie che scelgono di lasciare una nazione in guerra per trovare rifugio in un nuovo paese che potrebbe concede un barlume di speranza e libertà. 

Perché l’Europa è questo, un traguardo che diventa un’isola irraggiungibile. Un lungo viaggio che inizia dal Medioriente e che poi fa tappa in Bielorussia. Sono centinaia le persone spinte al confine con la Polonia. Perché una famiglia è un numero che va ad aggiungersi ad altre e che possono diventare il fardello di una Europa che non ha ancora imparato a dare sostegno e accoglienza. 


Chi segue la vicenda sul campo è un faro acceso che ci permette di ricevere informazioni preziose. Cosimo Caridi, Giornalista e videomaker, scrive dal suo profilo social di Facebook …

16 Novembre 2021

É difficile avere numeri affidabili su quante persone ci sono al confine. Secondo l’analista e dissidente bielorusso Franac Viačorka sono 3500 i profughi che hanno passato la notte nell’area. Viačorka valuta tra gli 8 e 22mila i migranti arrivati dal medioriente e ancora presenti sul territorio nazionale. Tra questi c’é Taman. Iracheno, nove anni e due protesi al posto delle gambe.

Nello stesso giorno …

Scontri alla frontiera. La polizia polacca sta usando idranti e lacrimogeni. La tv di stato bielorussa sta trasmettendo tutto live. Al ‘campo’ ci sono pochissimi giornalisti: la troupe della BBC sta facendo un lavoro incredibile. La Polonia invece tiene i cronisti a tre chilometri dal confine. Dopo gli scontri di oggi la #Bielorussia ha aperto il centro logistico alla frontiera per ospitare i migranti. #Minsk ha mandato degli ispettori a investigare sui 'crimini di guerra' commessi dalla #Polonia contro i profughi.

Il 18 novembre Cosimo Caridi pubblica un nuovo post su quello che sta accadendo …

É morto di freddo nei boschi. Aveva un anno, era siriano. I genitori sono stati trovati da un gruppo di medici volontari, anche loro sono in gravi condizioni. La polizia polacca ha detenuto oltre 100 profughi nelle ultime 24 ore. Dovrebbero esserci altre 3/400 persone nascoste dopo che hanno attraversato il confine la notte scorsa.

Il freddo diventa pungente in un luogo di confine dove le temperature si abbassano sotto lo zero, una coperta non basta e il calore di una mamma non riesce a scaldare il piccolo corpo di un figlio. È così che può morire, tra le braccia di sua madre, una giovane vita in attesa di un futuro degno di essere vissuto. Decido di spostarmi su un altro profilo Facebook. È quello di Nawal Soufi, attivista per i diritti umani e collaboratrice volontaria durante la fase di soccorso dei migranti, che continua instancabilmente ad aiutare famiglie e a consegnare generi alimentari nei boschi al confine tra Bielorussia e Polonia.

16 novembre 2021

Questo è il valico di frontiera, dove sono ammassate circa 4000 persone. Le forze dell’ordine polacche stanno lanciando in questo momento dei gas lacrimogeni molto forti contro le famiglie, persino contro i bambini. La situazione sta diventando sempre più tesa e le violenze nei confronti dei migranti oramai sono all’ordine del giorno e sempre più devastanti.

Il 17 novembre 2021 il racconto di una storia …

Questa è la storia di amore di una mamma per i suoi due figli, una mamma che lascia la Siria per arrivare in Bielorussia e riabbracciare i suoi figli, che sono in Germania, dopo 11 anni di separazione. Quando arriva nella foresta tra Bielorussia e Polonia ha inizio il calvario. Viene respinta numerose volte, soffre il freddo la fame e la sete. I ragazzi sono in Germania e continuano a vedere e leggere notizie della morte delle persone in frontiera polacca / bielorussa e sono ossessionati dal terrore di sentire la notizia della morte della loro amata madre. Continuano a mandarmi fotografie di lei nella foresta e poi decidono di venire loro stessi in Polonia dove riescono a riabbracciare la mamma… dopo 11 anni. E decidono di fare il più grande gesto di amore che si possa fare. Fanno salire la loro adorata madre in macchina e continuano il viaggio verso la Germania ma vengono fermati al confine tra Polonia e Germania e accusati di essere trafficanti di merce umana. La madre viene separata dai figli e in questo momento non sappiamo dove si trovi. È stata presa dalle autorità tedesche e ancora non si sa se resterà in Germania o se verrà respinta e riportata in Polonia (poiché qui aveva rilasciato le impronte)

Per chi desidera sostenere Nawal Soufi

Iban: IT58Y0760101600001037851985

BIC/Swift : BPPIITRRXXX

Paypal:

nawalnoborder2@libero.it

Mentre acquistiamo i primi regali di Natale, tra gli spot televisivi che mostrano come sostenere un bimbo a distanza, le parole solidarietà e sostegno che sventolano tra le varie iniziative che ci circondano sul territorio, io vorrei concedermi di ricevere un regalo diverso dagli altri: sapere che le tante famiglie bloccate al confine tra Bielorussia e Polonia hanno trovato finalmente un rifugio sicuro dove il calore umano possa aiutarli. Perché la solidarietà non è uno spot da condividere in una manciata di secondi su un social. Perché ogni essere umano merita rispetto, anche quando non ne sentiamo il dolore. Ogni strada, ogni azione, ogni gesto, che sia il più piccolo è pur sempre un grande miracolo … non solo a Natale!  

Mariacarmela Ribecco (Human Rights Activist)

 

Libertà violate

Varcare, superare le porte di un carcere per ritornare alla propria vita. L’innocenza di un essere umano può nascondersi tra leggi e sentenz...