Mercoledì 6 maggio 2009. Un lungo tappeto di fiori bianchi davanti all’ambasciata iraniana a Roma. Un ultimo saluto ad una giovane donna. Un pezzo del mio cuore raggiunge il dolore e la rabbia di una famiglia che ha perso una figlia.
Delara Darabi aveva solo
diciassette anni quando è stata condannata al patibolo. Il mondo ha versato
lacrime di dolore quando questa giovane pittrice iraniana è stata impiccata in
carcere il 1° maggio 2009. L’incubo di Delara è iniziato nel 2003. Il fidanzato
diciannovenne rapina e uccide una cugina in casa. Per amore, lei, si dichiara
autrice dell’omicidio per salvare il fidanzato dalla condanna a morte. Il
fidanzato, Amir Hossein, viene condannato a dieci anni di carcere. Delara,
nonostante non abbia ancora compiuto la maggiore età, ricevere la sentenza più
pesante … la condanna a morte. A nulla sono valse le dichiarazioni poi fatte da
Delara che, dopo la pesante condanna durante il processo in primo grado, ha
affermato le sue reali motivazione. Cinque anni di carcere e un grande
movimento internazionale che ne hanno chiesto la scarcerazione. Nulla è bastato
per concedere ad una giovane pittrice la tanto desiderata libertà. L’ultima
telefonata fatta alla sua famiglia dal carcere “Stanno per impiccarmi adesso,
per favore aiutatemi, ditegli di non farlo!”. Un fiore bianco, tanti fiori
bianchi, per ricordare quella esecuzione avvenuta la mattina del 1° maggio. Di
Delara restano delle foto e diversi disegni che ci ricordano come la libertà,
racchiusa nella mente e nel cuore di un essere umano, non può essere incatenata
dietro le sbarre.
In carcere è stata privata di colori e pennelli ma lei è
riuscita a lasciare la sua anima nei disegni realizzati usando il carboncino e
le dita delle mani. “Spero che i colori mi restituiscano alla
vita. Sai cosa significa essere prigioniero dei colori? Significa me. La mia
vita dai 4 anni in poi è stata fatta di colori. Compiuti i 17 anni, li ho
persi. Ora la sola immagine che appare ogni giorno davanti ai miei occhi è
quella di un muro. Io Delara Darabi, incarcerata per omicidio, condannata a
morte ... mi sono difesa con i colori, le forme e le espressioni”. Iran Human
Rights ci ricorda che sono almeno 63 i minori che sono stati messi a morte dal
2010. Che sono circa 80 i giovani che attendono l’esecuzione. Numeri che ci
permettono di riflettere e capire quanto possa essere grave la violazione delle
norme internazionali da parte dell’Iran. Prima di lasciarvi continua il nostro
viaggio tra gli articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Articolo 4 «Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di
servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto
qualsiasi forma.».
Mariacarmela
Ribecco (Human Rights Activist)


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