Raccontare, condividere e
sostenere. Questa è la quotidianità di un attivista per i diritti umani. Difendere
i diritti umani nel mondo non è un lavoro ma una scelta che ti cambia la vita,
che ti porta al confine tra la rabbia e la disperazione, che ti mostra come la
crudeltà dell’uomo non ha limiti. Riccardo Noury è portavoce di Amnesty
International Italia. Nel 2008 ha tradotto e fatto pubblicare in Italia l’antologia
“Poesie da Guantánamo” scritte dai detenuti di Guantánamo (una struttura
detentiva statunitense di massima sicurezza situata sull'isola di Cuba.). È
autore, coautore e curatore di diverse pubblicazioni sui diritti umani che
hanno affrontato temi come la tortura e la pena di morte. Riccardo è un blogger
e coordina la campagna “Verità per Giulio Regeni” dal 2016. Un curriculum ricco
di esperienza e di grande impegno civile.
Ciao Riccardo, da quanti anni lavori al fianco di Amnesty International?
Mi sono iscritto ad
Amnesty International nel febbraio 1980. Ero alla ricerca di un impegno
politico basato sul pragmatismo, sugli obiettivi concreti da raggiungere. Dopo
due anni di volontariato, ho firmato il mio primo contratto nel 1982, appena
maggiorenne. Da allora, sono rimasto sempre legato idealmente e
professionalmente all'organizzazione, di cui sono portavoce dal 2002.
Cosa
ti ha spinto a diventare difensore per i diritti umani?
I miei studi e i miei
interessi mi hanno spinto a dare molto peso al "cognome" della mia
associazione, alla sua capacità di avere uno sguardo globale sulla situazione
dei diritti umani nel mondo, di illuminare le zone d'ombra e di impegnarsi per
il cambiamento nella vita delle singole persone e di intere comunità. Ho sempre
ammirato le donne e gli uomini che non si accontentano di proteggere il proprio
perimetro dei diritti ma s'impegnano a difendere i diritti di tutte e tutti.
In
quali paesi la popolazione viene privata, quotidianamente, di diritti
fondamentali come la dignità e il rispetto?
I Rapporti annuali di
Amnesty International presentano regolarmente più o meno 150 schede su paesi.
Questo significa che in tre quarti del pianeta ci sono violazioni, sistematiche
o meno, dei diritti. Questo "fermo immagine" credo renda superfluo
fare un elenco. Per sintetizzare, non c'è una regione del mondo in cui il
dissenso non venga soffocato, gruppi di persone vengano discriminati, diritti
fondamentali (alloggio, cibo, lavoro, salute) siano negati. Per non parlare dei
conflitti, vecchi e nuovi. Sì, è vero, sembra di essere all'alba dei diritti.
Ma credo sia meglio del tramonto.
Quali
sono le storie che più ti hanno colpito in questi anni di lavoro?
Le
storie delle attiviste per i diritti umani, che ho raccolto in un libro
("La stessa lotta, la stessa ragione", People 2020): Marielle Franco,
Berta Caceres, Loujain al-Hathloul e tante altre. Dalla richiesta di giustizia
alla difesa dell'ambiente, dalla rivendicazione di diritti alla lotta contro la
discriminazione, sono le protagoniste delle campagne per il cambiamento. Anche
quando, a causa del loro impegno, vengono assassinate, le loro storie non hanno
mai fine e proseguono nell'impegno delle donne accanto a loro.
Corriere
della Sera
http://lepersoneeladignita.corriere.it/
Il
Fatto Quotidiano
https://www.ilfattoquotidiano.it/blog/rnoury/
Articolo21
https://www.articolo21.org/author/riccardo-noury/
Pressenza
https://www.pressenza.com/it/author/riccardo-noury/
AgoraVox
Italia
https://www.agoravox.it/Riccardo-Noury-Amnesty
Per
sostenere Amnesty International potete firmando le petizioni che trovate
cliccando su questo link
https://www.amnesty.it/entra-in-azione/appelli/
Mariacarmela Ribecco (Human Rights Activist)


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