Condividere una storia. Regalare ad un’altra persone le stesse emozioni. Sono tante le sensazioni che hanno accompagnato il mio viaggio nella storia del piccolo Ahmed Ismail Khatib. Con il cuore e con la mente “Look at the world through the eyes of a child means to see a future full of hope and freedom ...” (Guardare il mondo attraverso gli occhi di un bambino significa vedere un futuro pieno di speranza e libertà ...).
È
il 3 novembre 2005. A Jenin, città palestinese nella Cisgiordania del Nord, si festeggia
la fine del Ramadan. Un giorno fatto di gioia e condivisione che conclude un
mese di benedizione e di misericordia. Un mese in cui i musulmani hanno
digiunato dall’alba al tramonto. Un bambino palestinese di undici anni gioca
con il suo mitra giocattolo. Corre e sorride. Poi un colpo di fucile. Il
piccolo Ahmed è ferito gravemente alla testa. Un militare israeliano ha
scambiato quell’arma giocattolo in una vera, lo ha fatto a 130 metri di
distanza. Un giorno di festa d’improvviso diventa un giorno di disperazione e
dolore. La corsa in ospedale e una famiglia inghiottita da una vicenda che ti
cambia la vita per sempre. Eppure restano indelebili le parole dello zio di Ahmed
«Non importa a chi vanno gli organi di Ahmed: a un ebreo, a un druso o a un
musulmano. Un bambino è un bambino». Sua madre «Mio figlio è morto. Forse solo
così potrà restituire ad altri la vita. Che siano arabi o ebrei, non importa». Così
il destino concede una nuova luce a chi ne ha più bisogno. Vengono donati il
fegato, i reni e i polmoni. Anche il suo piccolo cuore torna a battere. Salva
la vita alla dodicenne ebrea israeliana Samah che attendeva un trapianto da
cinque anni. Una storia che ha tanto da insegnare diventa una pellicola. Un film
documentario dal titolo “Heart of Jenin” che nel 2008 viene scritto e diretto
da Marcus Vetter e Leon Geller. Il film ripercorre il viaggio di Ismael Khatib,
il papà del piccolo Ahmed, che sceglie di incontrare le famiglie che hanno
visto salvare le vite dei loro figli grazie agli organi donati da suo figlio.
Tra i tanti riconoscimenti segnalo il Premio per la pace dell'Assia presso il
Parlamento statale di Wiesbaden in Germania, ricevuto da Ismael Khatib nel
2010. Il premio Cinema for Peace Awards 2009. Il premio Valladolid
International Film Festival 2008 e il premio German Film Awards 2010. Vale
sempre la pena guardare al passato sapendo di poter illuminare nuovamente una
luce che il tempo, a volte, tende a smarrire. Di sera, nel tepore della nostra
casa, una tazza di the caldo può riscaldare i nostri pensieri … e anche una
storia speciale può accarezzare il cuore. Il nostro viaggio tra gli articoli
della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani si sofferma all’articolo 3 che
ribadisce come «Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla
sicurezza della propria persona.»
Mariacarmela Ribecco (Human Rights Activist)

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